Anche nel Cloud le PMI vogliono la relazione

Dalla mia esperienza traggo che le PMI italiane per passare al Cloud cercano sopratutto una cosa : una forte relazione con il fornitore. Vogliono avere un interlocutore che conosce la loro realtà, sapere dove alloggeranno i loro dati e sapere chi chiamare in caso di problemi.

Le nostre PMI non sono fatte per siti web di autoconfigurazione di macchine virtuali, servizi da pagare con carte di credito ed assistenza via e-mail.

E quelle che usano Amazon oppure Azure ? più avanti ci arrivo.

Player nostrani o internazionali ?

I cloud provider italiani sono abbastanza attezzati per fornire un servizio all’altezza delle attese dei potenziali Clienti ?

Secondo alcuni sono troppo piccoli oppure poco struttturati, e quindi non all’altezza di una competizione globale.

Non credo sia però scontato che l’orizzonte di un Cloud Service Provider italiano sia la competizione internazionale, e ciò non è detto che sia un male, in quanto sappiamo benissimo che il tessuto culturale, sociale, economico e imprenditoriale in cui si trovano ad agire è quello delle PMI.

Siamo infatti sicuri che alle PMI italiane, nel trovarsi a selezionare un fornitore per il Cloud, interessi avere un partner di respiro internazionale ?

Ecco cosa vogliono…

Secondo la mia esperienza, le PMI vogliono :

  • Sapere con precisione dove stanno le loro VM ed il loro storage una volta passati sul Cloud. Nessun Cliente mi ha mai chiesto di quanti metri quadri è composto l’ambiente Cloud che sto proponendo, spesso si dimenticano persino di chiedermi lumi circa la scalabilità dell’infrastruttura, ma tutti (e dico tutti) si informano sull’ubicazione fisica del Datacenter.
  • Poter discutere di SLA e di condizioni contrattuali tenendo presente che non si sta parlando di contratti per grandi Corporate, e che tali condizioni devono essere calate sulle esigenze, sulla mentalità e sulle leggi italiane.
  • Utilizzare sistemi di ticket management in modo integrativo e non sostitutivo del rapporto personale.
  • Avere un numero di cellulare, associabile quindi ad una faccia conosciuta, da chiamare per esporre meglio i loro problemi e quindi ricevere consigli il più possibile personalizzati.

In altre parole, le PMI italiane cercano in un CSP esattamente ciò che cercano da un qualsiasi altro fornitore, ovvero una forte conoscenza della loro realtà, la vicinanza ai loro problemi ed alle loro esigenze, ed un forte, fortissimo controllo sui loro dati.

Big Players per chi ?

Le aziende italiane che hanno spostato il loro CED presso grandi player internazionali, (Amazon, Azure, Rackspace e così via…), nella stragrande maggioranza lo hanno fatto servendosi della figura intermedia del consulente, quindi ancora una volta una persona/Azienda vicina e a conoscenza della realtà specifica.

Casomai qualche azienda particolarmente evoluta, qualora dovesse avere la necessità di sfruttare a pieno le caratteristiche di scalabilità e flessibilità di un Cloud veramente “public”, ad esempio per mettere in piedi in tempi rapidi degli ambienti test, oppure per erogare specifici servizi (conosco un’azienda brianzola che si occupa di e-learning che lo fa con successo da anni), allora può rivolgersi ai grandi player internazionali (Amazon, Google Compute Engine, Rackspace piuttosto che MS Azure).

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