Fino a pochi anni fa, effettuare Disaster Recovery di alcuni server o di tutto il CED presso un sito remoto era di fatto un’impresa titanica che richiedeva enormi risorse sia in termini di tempo e di conoscenze sia in termini economici, vuoi per la necessità di duplicare l’hardware vuoi perchè per garantire la sincronizzazione tra due siti era spesso necessario dotarsi di costosi link punto a punto.

Tutto ciò rendeva progetti simili di pertinenza solo delle grandi Corporate, che giustificavano grandi investimenti nella necessità di ridondare grandi CED, formati da decine di server fisici.

Per fortuna oggi, grazie alle tencologie Cloud ed alla virtualizzazione, le cose sono radicalmente cambiate :

  • Si è slegati dalla necessità di dotarsi di apposito hardware in quanto si può utilizzare l’infrastruttura Cloud messa a disposizione dal Provider.
  • Di conseguenza, non si è costretti a gestire la manutenzione e l’aggiornamento dell’infrastruttura
  • Non è necessario individuare un sito apposito di Disaster Recovery, essendo oramai ogni datacenter predisposto con infrastrutture Cloud.
  • E, cosa principale, esistono strumenti software che permettono di semplificare enormemente il processo di gestione di replica e ripristino.

Il principale strumento di gestione del Disater Recovery presente oggi sul mercato, lo propone, manco a dirlo, VMWARE, e prende il nome di Site Recovery Manager (SRM).

Grazie ad SRM si possono automatizzare processi che fino a poco fa erano a dir poco complessi :

  • Attività di replica automatica tra il sito principale ed il sito di DS
  • Configurare piani di ripristino
  • Failover e failback automatici
  • Pianificare la migrazione tra i siti.
  • Effettuare test senza bloccare la normale operatività

Se aggiungiamo il fatto che il tutto può essere gestito sfruttando la competenza del Cloud Provider e che, grazie a quanto sopra, i prezzi sono molto accessibili, possiamo dire che adesso anche le PMI possono permettersi di poter salvaguardare la propria business continuity tramite “piccoli” progetti di DS, replicando anche solo poche macchine virtuali, e tutto ciò senza investimenti iniziali e con limitatissimi tempi di implementazione.

Tutto ciò è implementabile con la soluzione idCloud.

Tutto bellissimo, verrebbe da dire, ma…. la connettività ?

Anche in merito a questo argomento si sono fatti parecchi passi avanti: innanzitutto, grazie alle tecnologie di backup incrementale e di deduplica è possibile contenere il volume di dati da replicare e quindi l’ampiezza di banda necessaria; una PMI che volesse replicare solo qualche VM e che non ha particolari necessità di sincronia può accontentarsi anche di una buona HDSL.

Crescendo con le esigenze, ci si può avvalere di di collegamenti di tipo MPLS, che, trattandosi di rete private (no Internet) offrono  il vantaggio di poter ottimizzare la banda disponibile.

Inoltre grazie alla diffusione della rete Fastweb in fibra ottica, nei principali centri urbani è oramai possibile ottenere ampie capacità di banda, con progetti di connettività pensati per garantire anche la massima continuità di servizio.

La capillarità della rete in fibra di Fastweb rende anche più facile, per chi dovesse remotizzare un intero CED e/o per esigenze pressanti di sincronia, struttuare collegamenti a larghissima banda in modalità punto a punto.

Se sei interessato a capire se questi servizi possono essere utili per la tua Azienda, contattami qui.

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