Abbiamo già parlato delle grandi manovre intorno alla realizzazione della nuova rete di telecomunicazioni in fibra ottica, a detta di molti la principale grande opera infrastruttturale di cui il nostro Paese avrebbe bisogno.

La situazione attuale ricorda una doccia scozzese, nella quale, quando la situazione sembra diventare “calda”, improvvisamente arrivano getti d’acqua fredda a placare gli entusiasmi:

  • Da un lato, esiste un dossier ai piani alti di Telecom Italia per lo scorporo della rete, con l’attribuzione dell’asset ad una Newco che, grazie all’immissione di liquidità di diversi soggetti, ma sopratutto da parte del fondo F2i (azionista di maggioranza di Metroweb, a sua volta controllato da Cassa Depositi e Prestiti), avrà l’obiettivo di sviluppare una nuova rete in fibra ottica, superando così l’attuale rete in rame di vecchia generazione. Se ciò dovesse avvenire, è facile immaginare la confluenza di Metroweb, con la propria rete, in questa Newco.
  • Il getto d’acqua fredda è invece rappresentato dalla diversa visione che Telecom e Metroweb hanno sull’architettura che questa nuova rete dovrà avere. Se da un lato Metroweb ha un progetto per replicare, in altre città italiane, l’infrastruttura creata a Milano, in cui la fibra arriva in casa dell’utente, Telecom preferisce invece portare la fibra fino alla torretta in strada, raggiungendo poi l’utente con il vecchio filo in rame, che potrà però raggiungere alte velocità grazie alla distanza limitata (Altra informazioni circa le due tecnologie qui)

Quanto dovremo attendere per ulteriori sviluppi ?

Difficile dirlo, il ministro Passera, da sempre grande sponsor della necessità della creazione dell’infrastruttura, si dovrà probabilmente rassegnare a vedere finire il proprio mandato senza che siano state prese decisioni in merito.

In questa situazione, come sono orientati gli altri operatori ?

Vodafone e Wind stanno cercando accordi con Metroweb per l’utilizzo della rete, mentre Fastweb, che vanta la seconda rete di proprietà dopo quella dell’ex monopolista, ha invece una posizione differenziata, sfrutta già da anni le potenzialità della rete Metroweb (di cui è azionista con una quota pari all’11%), ma è anche molto interessata ai vantaggi, sopratutto in termini di time-to-market, che può portare il progetto di fibra fino al cabinet, stringendo per questo appositi accordi con Telecom Italia , mentre continua in autonomia lo sviluppo di una propria rete ultrabroadband.

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