Conosco dipendenti di medie-grandi imprese che, dopo un crash oppure un furto del loro notebook, scoprendo di aver perso anni di file e di lavoro, si sono aperti un proprio account Dropbox, hanno quindi scaricato la relativa app sul proprio smartphone, ed hanno incominciato ad accedere e sincronizzare i contenuti anche in mobilità.

Conosco inoltre decine di utenti iOS che salvano su iCloud la rubrica del loro iPhone, compresi i contatti aziendali, e lo stesso fanno gli utenti Android con il loro account Google.

Parecchi commerciali utilizzano, su iniziativa personale, CRM nelle versioni più o meno free che popolano la rete, contenti di poter accedere anche da remoto alle anagrafiche clienti o alla lista delle trattative in corso.

Non contiamo poi tutti coloro che accedono alla GMail personale sfruttando l’accesso ad Internet e la Lan aziendale, e si apprestano ad utilizzare Hangsout per le loro videoconference.

Potremmo continuare ancora parecchio per definire ciò che inizia ad essere chiamato BYOC (Bring Your Own Cloud), parente stretto (per non dire figlio) del fenomeno BYOD (Bring Your Own Device): in altre parole, dopo aver portato in azienda il cellulare e tablet che utilizzano personalmente, decretando il successo di Android e iOS e la fine di RIM e Blackberry, hanno iniziato a fare lo stesso anche per le applicazioni.

Utilizzando applicazioni personali (spesso di natura Cloud) per svolgere attività aziendali, gli utenti mettono sotto pressione i loro IT Manager, che si trovano a dover mettere a fattor comune ed integrare nella struttura IT aziendale applicazioni e piattaforme diverse.

Difatti, secondo una ricerca di Aprile 2013, commissionata da VMWARE, il 43 % dei CIO italiani “sospetta” che i dipendenti aziendali stiano già utilizzando applicazioni cloud su iniziativa personale.

Le PMI riusciranno a non perdere la sfida dell’innovazione tanto più riusciranno a conciliare flessibilità ed apertura con la giusta esigenza di sicurezza : difatti, trattandosi di fenomeni irreversibili, un atteggiamento di chiusura e di blocco può rivelarsi controproducente.

La sfida dei prossimi anni sarà riuscire ad offrire agli utenti aziendali soluzioni che abbiano la medesima filosofia di ciò che già utilizzano a livello personale : ovvero apps di livello enterprise caratterizzate da una gestione sicura e centralizzata, ma che lascino agli utenti ampia possibilità di personalizzazione e di portabilità su device e piattaforme differenti.

Ad esempio, nel caso di un CRM, sarà necessario utilizzare degli account aziendali, i cui dati siano al sicuro e gestiti secondo policy ben definite, al tempo stesso dovranno però, permettere la più ampia possibilità di personalizzazione di interfacce, campi e e moduli da utilizzare secondo le esigenze di ogni utente, indifferentemente dall’utilizzo su PC Windows, iPad o qualsiasi altro device mobile.

Oppure, per permettere il remote backup del PC, sarà necessario che sia l’IT manager che abiliti l’utente a farlo e che i dati vengano conservati come e dove le policy aziendali richiedono, ma si dovrà lasciare all’utente la possibilità di decidere quali file o cartelle backuppare e la relativa frequenza.

Bring Your Own Cloud : è iniziata l’epoca delle entreprise app.

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