Era nell’aria da parecchio tempo, ed ora abbiamo l’ufficialità che la casa di Mountain View incastra un’altro tassello nel mosaico della propria strategia Cloud : dopo proposte squisitamente SaaS (software erogato tramite la nuvola utilizzabile dall’utente con un semplice browser), quali Gmail, Google Documents, Drive ed altre apps, Big G rilascia Google Compute Engine, proposta che mette a disposizione un’infrastruttura sulla quale far operare macchine virtuali in ambiente Linux, ponendosi quindi in diretta concorrenza con servizi paritetici proposti da Amazon oppure da Rackspace.

In questo modo Google (non dimentichiamo che stiamo parlando del più grande “assemblatore” al mondo di capacità computazionale), mette a disposizione una parte di questa potenza erogandola a consumo : chi vorrà spostare i propri server sulla nuvola, oppure avrà solo temporaneamente bisogno di quantità variabili di RAM, CPU e storage, potrà richiederla on line e pagarla per l’effettivo utilizzo, nella più classica modalità Iaas (Infrastructure as a service, trovi qui ulteriori informazioni sulle varie modalità del Cloud Computing).

In Google promettono che, a parità di risorse impiegate, i costi saranno la metà di quanto proposto dalla concorrenza, garantendo inoltre ampia continuità di servizio e scalabilità praticamente infinita.

Circa il rispetto di queste promesse credo che nessuno possa nutrire dubbi, i dubbi da sciogliere riguardano casomai le clausole contrattuali poco flessibili, (Big G detta le regole e c’è poco da fare…) sopratutto  relativamente alla privacy dei dati conservati nei server Google, che in caso di altri servizi sopra citati hanno (a mio avviso giustamente) fatto storcere più di qualche naso.

Resta da capire se le modalità di accesso a servizi IaaS proposte da grandi attori multinazionali sia veicolabile presso le PMI del nostro Paese, oppure se siano preferibili servizi proposti da provider nazionali, che sicuramente non potranno offrire la medesima capacità di calcolo, ma possono comunque offrire ottime performance legate ad una maggiore flessibilità contrattuale ed una vicinanza (non solo fisica) alle nostre PMI durante la delicata fase di passaggio da infrastrutture on-site al Cloud.

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