Con l’avvento del tanto atteso Google Drive, Big G. entra dalla porta principale nel ricco (ed oramai affollato) mercato del cosidetto “personal cloud”, diventando, in attesa dell’integrazione di Sky Drive in Windows 8, il competitor più pericoloso di Dropbox, quest’ultimo tra i servizi finora più diffusi ed apprezzati.

Abbiamo quindi fatto una comparazione tra Dropbox e Google Drive, notando diversi punti di sovrapposizione ed alcune differenze che possono diventare fondamentali. Scarica qui il pdf riassuntivo.

Come facile immaginare, per accedere a Google Drive è necessario possedere un account Google, e ciò, se da un lato comporta una forte integrazione con gli altri servizi Google, dall’altro qualcuno può essere infastidito dalla troppa centralizzazione.

Prova su Windows e MAC.

Durante la prova su sistemi Windows e Mac OS X Lion, si nota subito che i due servizi si comportano in modo molto simile, è chiaro che gli sviluppatori di Mountain View si sono ampiamente inspirati a ciò che era già presente sul mercato : sia GD che Dropbox dopo aver creato delle cartelle nella quale inserire i file che si desidera salvare sul cloud, visualizzano una piccola icona nella barra delle notifiche.

E’ quindi possibile sincronizzare, tramite il cloud, i file entro queste cartelle su diversi PC o MAC; sin dalla prima versione Google Drive suporta il sync selettivo, ovvero consente di selezionare quali cartelle di un computer vogliamo che siano sincronizzate su altri computer o solamente salvate sul cloud (possibilità questa che Dropbox ha consentito dopo alcuni rilasci), entrambi i servizi consentono inoltre un embrione di versioning, potendo recuperare le vecchie versioni dei file.

Con entrambi possiamo condividere file e cartelle con altri utenti invitandoli ed inviando un link tramite mail.

Un punto a favore di Dropbox è ciò che viene chiamato LAN Sync : in presenza di due PC da sincronizzare sulla stessa LAN, Dropbox effettua la sincronizzazione tramite rete locale, tagliando i tempi e senza impegnare banda Internet.

La differenza fondamentale sta però nella forte integrazione di Google Drive con con gli altri servizi Google, in primis Google Docs: grazie a quest’ultimo è infatti possibile aprire e modificare direttamente on line i documenti salvati in Drive.

Tutto ciò a nostro avviso metterà parecchio in difficoltà il concorrente, che non dispone di una possibilità simile : con Dropbox per utilizzare e modificare i nostri file, se non stiamo utilizzando il nostro PC, siamo costretti a scaricarli ed aprire i file con i soliti software quali Office o simili.

Prova su Mobile (Android)

Al momento unico sistema operativo mobile supportato da Drive è Android, la versione per iOS è in fase di rilascio.

Anche su device mobili, una volta scaricate entrambe le apps da Play Store ed installate, i due servizi rivelano comportamenti molto simili, mettendo a disposizione tutti i documenti sincronizzati per il download e facilitando l’upload verso il cloud dei file generati dal nostro smartphone.

Anche in ambienti mobile Drive “approfitta” dell’integrazione con l’ecosistema Google dando facoltà all’utente di tradurre i files in formato Google Docs prima dell’upload. Dropbox risponde con l’upload (e quindi il salvataggio) automatico di foto e video dallo smartphone verso il cloud.

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