Dopo il primo articolo, in cui venivano suggerite alcune caratteristiche che una buona offerta di Cloud Comupting deve avere per permettere alle PMI di passare al Cloud e dormire sonni tranquilli, ne aggiungiamo altri :

  • Autoprovisioning : opzione sentita sopratutto in ambienti di Public Cloud, si tratta della possibilità, da parte dell’IT Manager, di configurarsi autonomamente le proprie VM con i paramentri desiderati. Per fare ciò viene messo a disposizione un pannello di controllo al quale è possibile accedere solitamente tramite https o VPN. Per facilitare ulteriormente questo processo, alcuni di questi tools mettono anche a disposizione dei “template” di VM preconfigurate con le caratteristiche più comuni, così che sia possibile configurare ed “acquistare” la nostra VM in pochi passaggi.
  • Gestione Extra Risorse : ovvero la possibilità, per periodi solitamenti brevi, di “sforare” i parametri da noi pre-impostati, a fronte di impreviste esigenze di maggior traffico delle nostre VM. Indice di qualità del Cloud Provider è la rapidità e la modalità (che deve essere la più automatica possibile) con cui ci mette a disposizione tali risorse, che vengono poi solitamente fatturate a consumo.
  • Disponibilità del servizio : trattandosi di ambienti virtualizzati, diamo per scontato l’implicita ridondanza ed il fatto che le attività di gestione e manutenzione dell’infrastruttura non debbano andare ad influire sul funzionamento e sulla disponibilità del nostro Cloud. Purtroppo però il 100% in natura non esiste, quindi dovremo stabilire con il nostro Cloud Provider la % contrattuale di disponibilità di servizio (SLA). Un buon Cloud Provider assicura SLA di almeno il 99,9x%, (solitamente è il 99,95 %) calcolato sull’intero anno solare.

Stay tuned… altri consigli a breve.

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