costi del cloud

Le applicazioni stanno rapidamente migrando dai client fisici sulle nostre scrivanie verso la rete. Gartner stima che, entro il 2015, l’80 % del software girerà sul Cloud.

Le vendite dei PC sono in calo, quelle dei tablet e dei device mobili sono invece in forte crescita, decretando fatturati record per i principali produttori, (Apple e Samsung), mentre anche Nokia sembra aver imboccato la via d’uscita dal tunnel (grazie ai tagli ed alle buone vendite della serie Lumia, basati su Windows Phone).

Non ci vuole un genio per capire che si accederà sempre più ad applicazioni e servizi che girano in remoto e che per farlo si userà sempre di più un device mobile.

Apple, Google e Microsoft hanno già da tempo affilato le armi.

Google da tempo sa che la ricerca da device mobile è la vera frontiera del proprio business, e per controbattere alla minaccia Microsoft ha sviluppato Android e lo ha dato gratuitamente ai produttori di hardware che, grazie alla natura open source sono liberi di adattarlo al loro hardware, senza pagare le licenze a Microsoft per Windows Phone.

In questo modo Google punta ad un duplice obiettivo: portare utenti mobili verso le proprie applicazioni Cloud (sopratutto GMail, Calendar, Maps e Drive), e sul proprio motore di ricerca, infatti per Big G la possibilità di sfruttare la geolocalizzazione del device e poter quindi incrociare la ricerca per parole con la posizione dell’utente, rappresenta l’apoteosi del proprio core business (e dei propri guadagni).

In questo modo Android si è rapidamente guadagnato la leadership, non senza qualche problema: le decine di differenti versioni sul mercato sono un’ostacolo alla rapida diffusione degli aggiornamenti da parte dei produttori verso gli utilizzatori.

Samsung ad esempio scagliona gli aggiornamenti a seconda del modello, del paese ed addirittura del gestore di rete mobile, inoltre, potenziando il software su di un hardware rimasto inalterato, le prestazioni dello smartphone spesso peggiorano, risultato : non tutti gli utenti Android riescono a fruire in tempi accettabili delle importanti (e lucrose) novità che Google mette a disposizione, quali ad esempio Google Now e ricerca vocale.

Apple invece, facendo tutto in casa, non ha ovviamente problemi di questo tipo, tanto che pare che la stessa Google stia pensando, dopo l’acquisizione di Motorola Mobility, di replicarne il modello e di sviluppare in autonomia non più solo le componenti software ma anche quelle hardware.

Questa prospettiva manda visibilmente in fibrillazione i produttori partner di Google, che stanno cercando un’alternativa ad Android.

Samsung ha fatto resuscitare il progetto open source Tizen (a suo tempo abbbandonato da Nokia ed Intel), mentre il produttore cinese ZTE sta addirittura pensando di implementare il nuovo Firefox OS mobile, (che pare molto valido per smartphone di fascia bassa, ottimale quindi per un mercato di bassi costi ed alti volumi come quello cinese).

Apple che, pur continuando nella produzione di assoluta eccellenza di iPhone e iPad, appare attardata sotto l’aspetto dei servizi : iCloud è francamente deludente in quanto arriva dopo altri e non vi è nulla che faccia in più ed in meglio rispetto ai competitors.

Fiutato il business della geolocalizzazione  a Cupertino si sono messi in testa che possono competere con Google, estromettendo le mappe di BigG dal nuovo iOS, la figuraccia che ne è seguita è però sotto gli occhi di tutti, marcia indietro e scuse comprese.

Buon ultima Microsoft, che sta lavorando moltissimo per recuperare il tempo ed il mercato perduto, con risultanti contrastanti : secondo gli analisti WP va bene in Europa, (sopratutto Italia e GB, trainata da Nokia, da sempre ben presente in questi mercati), ma va male in Cina e negli States.

Windows Phone ha la possibilità di guadagnare spazio nei servizi di geolocalizzazione grazie allo sfruttamento delle mappe di Nokia, ma ha sopratutto l’asso nella manica : potrà unificare l’utilizzo di Office tra PC e device mobili, difatti i files creati da Office PC saranno utilizzabili e modificabili quando gli utenti dotati di tablet Windows andranno ad utilizzare il servizio Cloud Office 365, oppure Office per Windows RT installato sui tablet.

Mentre i tre Big stanno a cantarsele, ecco arrivare gli outsider che possono ulteriormente ampliare le offerte e le opportunità degli utenti : Amazon ha spopolato con il proprio tablet Kindle, venduto praticamente sottocosto il device porta però i propri utenti ad utilizzare in via prioritaria i contenuti (musica, giochi, app, books) venduti online sul sito di e-commerce n.1 al mondo ed ai servizi Amazon Cloud Player.

La stessa strada potrebbe essere intrapresa da Facebook, che conosce meglio di chiunque altro i nostri gusti ed i nostri hobbies.

Il popolare social network potrebbe produrre un proprio device  e venderlo sottocosto, immaginiamo le potenzialità di un sistema che, mentre camminiamo per strada ci avvisa che siamo vicini ad un negozio di alpinismo oppure al concessionario della marca di automobili per i quali abbiamo cliccato “mi piace”.

2013 : anno del Cloud e della mobilità, chi vincerà la sfida ?

Difficile dirlo, di certo per noi utenti ci sarà di che divertirsi.

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