Grandi manovre in questi ultimi giorni intorno all’ormai (purtroppo) vecchia questione della creazione di una infrastruttura di telecomunicazioni NGN (New Generation Network), nel nostro Paese.

NGN è una rete in fibra ottica con la capillarità necessaria a raggiungere direttamente le case, le aziende ed i distretti industriali, mandando finalmente in pensione la vetusta rete in rame alla quale siamo (con qualche fortunata eccezzione) tutti collegati.

Ovviamente si tratta di un’opera particolarmente costosa, si pensi solo ai chilometri di scavi necessari in aree urbanizzate e/o industriali.

E’ oramai da qualche anno che si fa un gran parlare di NGN, ma finora di proposte e di progetti concreti se sono visti pochi: Telecom Italia, a cui tutti guardavano, pareva non avere molta voglia (e finanze) da impegnare in un progetto tanto costoso e complesso, con tempi di realizzazione e di ritorno degli investimenti incerti, sopratutto in una fase di contrazione come questa; addirittura, per essere sicuri del ritorno economico, Telecom, ancor prima di scavare un solo metro, aveva richiesto la possibilità di attuare condizioni capestro per l’affitto della nuova rete ai competitor (così come si fa attualmente per la rete in rame, con il processo chiamato unbundling).

Inoltre con la creazione di una nuova rete in fibra, Telecom vedrebbe perdere di valore il proprio attuale asset, cioè la cara e vecchia rete in rame che genera profitti sicuri, non richiede investimenti e viene mantenuta quando serve.

In altre parole l’ex monopolista dovrebbe lasciare il certo per l’incerto, ed il risultato è stato una situazione di completo stallo.

Poi, ecco che Metroweb, società che possiede la rete in fibra a Milano ed in altre città, presenta un proprio piano di cablaggio ambizioso e capillare.

La notizia deve aver smosso qualcosa ai piani alti di Telecom Italia, costretti a fare i conti con qualcuno che aveva soldi e capacità per creare una rete alternativa.

Ecco che si incomincia a parlare dei piani Telecom e si scopre che, in alcune aree, la NGN di Telecom andrebbe a sovrapporsi a quella Metroweb. (Il fatto non è poi così strano, nelle aree più densamente popolate oppure nei distretti ad alta concentrazione industriale, tutti potrebbero avere interesse a cablare.)

A questo punto si muove la politica, e lo fa in quanto azionista di Metroweb è la Cassa Depositi e Prestiti, a sua volta a maggioranza di capitale pubblico.

Si muove anche il Ministro Passera, che dice che creare due reti sarebbe uno spreco che non ci possiamo permettere (su questo punto avrei qualche dubbio : perchè non mettere in condizioni il consumatore, laddove possibile, di scegliere non solo l’operatore preferito, ma anche la rete migliore alla quale collegarsi ? chi attualmente lo può già fare, ad esempio collegandosi alla rete in fibra di Fastweb, ne ha tratto enormi vantaggi…), ed auspica che vengano trovate modalità e spazi di collaborazione tra le due società.

I due contendenti si dicono disposti a collaborare, ed iniziano a fioccare le ipotesi più disparate, si ipotizza pesino anche la creazione di una Newco partecipata da entrambi nella quale mettere a fattor comune i progetti e le reti esistenti.

Fin qui la cronaca di questi giorni, non è difficile aspettarsi ulteriori risvolti nei prossimi giorni, la speranza di cittadini ed imprese è che i progetti partano il prima possibile : credo si possa affermare che la NGN è una priorità per il nostro Paese, forse molto più di tante altre opere faraoniche.

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